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Università di Bari, convegno su manipolazione mentale

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Pubblicato da in AAA Tutor Antiplagio -Rassegna Stampa ·
Tags: cesapplagiomanipolazione
Bari, 30 Giugno 2006 - Manipolazione psicologica: reato possibile? Studiosi universitari e rappresentanti di associazioni ne hanno discusso oggi nella suggestiva Sala degli Affreschi dell’Università degli Studi di Bari. Secondo i relatori la risposta al quesito è affermativa, ma in Italia dal 1981 non c’è più una legge che riconosce questo reato, dopo la cancellazione dell’articolo 603 del codice penale. Il convegno è stato presentato e moderato da Lorita Tinelli, psicologa-criminologa, presidente del Centro Studi Abusi Psicologici (Cesap) che ha organizzato il convegno in collaborazione con la Cattedra di Filosofia Morale della stessa università. Il vittimologo Armando Saponaro, dell’Università di Bari, nella sua relazione si è soffermato sulla problematica giuridica riguardante gli abusi rituali. Le testimonianze delle vittime e la loro capacità di ricordare e ricostruire gli eventi rappresentano una parte delicata di molti processi giudiziari. Gli aspetti scientifici dell’attività mnemonica sono stati illustrati da Simona Campanella, ricercatrice del Cesap, che ha messo in evidenza la possibilità di errori, specialmente quando gli interrogatori sono condotti senza criteri precisi. Il bambino, ad esempio, nella rievocazione degli eventi traumatici tende a soddisfare le aspettative dell’interlocutore, cambiando la realtà. Dopo le relazioni degli studiosi sono intervenuti i rappresentanti di alcune associazioni che si occupano di sette e di tutela delle vittime.
Maurizio Alessandrini, presidente del Favis
(Familiari Vittime delle Sette) di Rimini, ha raccontato la sua esperienza di genitore iniziata sei anni fa con la sparizione del figlio, irretito da una piccola setta che organizza gruppi di preghiera nella provincia di Treviso. In questi gruppi la manipolazione mentale avviene con tecniche quali la privazione del sonno e del cibo, ma le conseguenze, per il presidente del Favis, non sono solo quelle sulle vittime ma anche quelle sociali, specialmente sul nucleo familiare che non trova comprensione e sostegno nelle istituzioni. “Quando si denuncia la manipolazione mentale – ha raccontato Alessandrini – gli investigatori pensano che sia un’esagerazione, non si è creduti, e si inizia a soffrire fino ad ammalarsi”. Il presidente del Favis è convinto che per combattere questi fenomeni ci vuole cultura, e il riconoscimento del crimine contro la persona. “Purtroppo - ha concluso Alessandrini – le organizzazioni settarie sono molto potenti, poiché ne fanno parte avvocati, universitari, e anche politici”. Per la rappresentante del neonato Comitato Vittime delle Psicosette “le psicosette offrono a chi sta male o si trova in difficoltà una scorciatoia per raggiungere la guarigione o la felicità – ha affermato - ma il prezzo da pagare è altissimo”. E’ poi intervenuto Giovanni Ristuccia, dell’associazione SOS Antiplagio di Novara, che ha maturato particolare esperienza sulle truffe dei maghi e degli operatori dell’occulto. Dino Potenza ha portato la sua testimonianza di volontariato dell'associazione Tutor, che offre assistenza alle vittime della manipolazione mentale: “Sono convinto che l’informazione e la cultura – ha detto Potenza – siano le armi più efficaci per contrastare e soprattutto per prevenire il fenomeno della manipolazione mentale”.




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