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LE PSICOSETTE

L'associazione Tutor si occupa in modo particolare, ma non esclusivo, delle Psicosette.

Il comune denominatore di queste aggregazioni, diffuse per lo più sotto forma di centri psicoterapeutici, istituti di ricerca e scuole di formazione, è il proposito di aiutare la persona a scoprire sé stessa e a sfruttare appieno le proprie potenzialità inespresse, raggiungendo uno stato di equilibrio psichico e di efficienza fisica che consenta di liberarsi per sempre dai condizionamenti mentali, dalle malattie e dall'infelicità.

Il 29 Aprile 1998, dopo circa due anni di indagini, Giorgio Napolitano, allora Ministro degli Interni, ha inviato alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano un rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza intitolato "Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia".

In questo rapporto, nella classificazione delle sette si fa esplicito riferimento ad una categoria denominata "psicosette".

Il rapporto afferma che in Italia esistono "movimenti per lo sviluppo del potenziale" (self-improvement), detti anche "psicosette". Secondo il Dipartimento di Pubblica Sicurezza queste sono le sette degne di maggiore attenzione, in quanto principalmente su di esse si accentrano le accuse di destrutturazione mentale e d'indebito arricchimento ai danni degli affiliati. E' un dato ormai acquisito, sulla base di testimonianze prestate da molti fuoriusciti e di accertamenti condotti da organi di polizia giudiziaria, che taluni movimenti, specialmente le "psicosette", sia nella fase di proselitismo che in quella d'indottrinamento degli adepti, ricorrano a sistemi scientificamente studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad un atteggiamento acritico e all'obbedienza cieca.

Si utilizzano meccanismi subliminali di fascinazione e il cosiddetto "lavaggio del cervello" (brainwashing) o altri consimili metodi atti a limitare la libertà di autodeterminazione del singolo, allo scopo di reclutare nuovi seguaci e mantenere quelli già caduti nella rete.

Nella relazione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni si afferma che questo risultato si otterrebbe imponendo un percorso articolato in tre tappe:

1) isolamento (allontanamento dalla comunità sociale e dal contesto familiare, "Love bomb", rimozione della privacy, dipendenza finanziaria);

2) indottrinamento (rigetto dei vecchi valori, sottoposizione a letture di difficile comprensione, incoraggiamento all'obbedienza, al senso gerarchico, conformità, ecc.);

3) mantenimento (attività fisica prolungata, impegno mentale continuo e privazione del sonno, alimentazione poco equilibrata, pressione psicologica costante, induzione di senso di colpa e paura, ecc.).

Talvolta questi gruppi propongono seminari ed incontri di introspezione, incrementi di capacità, ecc.. Lo scopo può essere realmente raggiunto e questo rinforza la convinzione dell'adepto.

I movimenti per lo sviluppo del potenziale umano, ovvero le psicosette, rappresentano una novità tutta occidentale, dove si condensano intuizioni psicanalitiche, proposizioni morali e metodologie pretenziosamente scientifiche. Si sono formate tutte nell'ultimo trentennio.

Le psicosette sono ritenute le più pericolose, perché sono capaci di operare una destrutturazione mentale negli adepti, conducendoli talvolta alla follia o alla rovina economica, per cui sono definite anche "culti distruttivi".

La psicologa Margaret Thaler Singer nel suo libro Cults in Our Midst (1995) sostiene che le sette psicoterapiche forniscono un buon esempio di come i leader utilizzano le tecniche di persuasione psicologica, in modo particolare la manipolazione emotiva e la pressione dei pari. Queste sette tendono a nascere quando singoli individui o gruppi psicoterapici si lasciano andare alla corruzione.

Singer e i suoi collaboratori hanno studiato 22 sette psicoterapiche. I leader di questi gruppi erano persone di diverso livello culturale, da professori universitari a criminali in libertà provvisoria con la licenza media. I gruppi studiati da Singer, dislocati in sei Stati, avevano grandezza variabile da 15 a oltre 300 membri. Il più grande aveva 300 membri interni e 400 esterni. Quindici di questi gruppi erano diretti da professionisti (psichiatri, psicologi, assistenti sociali), i restanti sette erano sotto la direzione di non professionisti (da ex impiegati a ex galeotti). Alcune di queste sette psicoterapiche erano nate da professionisti che non rispettavano l'etica, la segretezza e i principi stabiliti dagli Ordini professionali. Questi abusavano delle loro tecniche psicoterapiche e manipolavano a proprio vantaggio la relazione professionale. Violavano il Codice Deontologico che vieta relazioni a fini di sfruttamento: i pazienti diventavano amici, amanti, parenti, dipendenti, colleghi e studenti. I pazienti diventavano tra loro come fratelli, legati dall'ammirazione e dal sostegno del terapeuta.

Secondo Singer, nelle psicosette tutto ruota attorno al fenomeno terapeutico conosciuto come transfert.

Il transfert è un aspetto importante della psicoterapia. Normalmente paziente e terapista esaminano assieme le precedenti esperienze che il paziente trasferisce sul terapista e su altre persone dotate di autorità. In queste situazioni settarie il leader/terapista promuoveva l'idolatria di sé stesso piuttosto che studiare i transfert dei pazienti. Invece di incoraggiarne l'autonomia personale, i pazienti venivano indotti a relazioni di dipendenza.

In queste psicosette sono stati notati anche altri comportamenti. In un caso portato ad esempio da Margaret Thaler Singer, due professionisti di salute mentale mettevano la loro clinica a disposizione degli studenti di psicologia per fare il necessario tirocinio. Inducevano i tirocinanti a trasferirsi, a chiedere soldi alla famiglia e a reclutare altre persone per seguire la terapia. Il gruppo è cresciuto e si è trasferito in una zona rurale dove tuttora gestisce un programma residenziale di cura. I seguaci finanziano la proprietà e le cure per i pazienti residenti.

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