Anche nei Sassi di Matera sono stati visti simboli satanici
Suicidio nel casolare dei riti satanici
Matera – 16 Ottobre 2007
Aveva compiuto diciotto anni da pochi giorni, un traguardo della vita che si aspetta con gioia per entrare “ufficialmente” nel mondo degli adulti. Ma lei ha preferito la morte.
Il suicidio, avvenuto a Matera fra domenica e lunedì, ha turbato la città. Intorno a mezzanotte la ragazza si è impiccata al cancello di un casolare diroccato. L'ha trovata il fidanzato intorno alle due. Lì - secondo le testimonianze raccolte dalla stampa - da tempo si svolgevano riti satanici di gruppo, con fuochi e suoni di tamburi, a cui partecipavano anche adulti.
Sui muri di quel casolare, infatti, sono disegnati simboli satanici.
La ragazza negli ultimi mesi aveva cambiato abitudini e stile di vita: si vestiva e si truccava di nero, …e ascoltava musica dark. Proprio come il fidanzato.
I Carabinieri escludono la pista della setta satanica, ma sono molti gli elementi che inducono a pensare che la ragazza possa aver frequentato quel luogo sinistro, comprese alcune inequivocabili fotografie visibili in un blog.
Il Pm di Matera, Rosanna De Fraia, ipotizza il reato di istigazione al suicidio.
Secondo alcuni, invece, a Matera non esistono sette sataniche. Eppure, dopo la morte della ragazza qualcuno in città ha scritto sui muri “Nessun rimorso! Il danno è fatto”, e sono stati notati anche altri nuovi simboli satanici.
Forse s’immagina la setta come un grande gruppo organizzato, ma a prescindere dal numero degli aderenti, dalla struttura o capacità organizzativa, diversi elementi lasciano pensare a fenomeni settari ugualmente pericolosi, com’è avvenuto in Lombardia per i delitti compiuti dalle “Bestie di Satana” tra il 1998 e il 2004. Non a caso gli esperti li definiscono "culti distruttivi".
I giovani talvolta si ritrovano in piccoli gruppi deviati, sotto l’influenza di una persona che può assumere il ruolo di guida carismatica. Per tali motivi l’Associazione Tutor ha chiesto l’intervento della Squadra Anti Sette (Sas) della Polizia, composta da analisti, investigatori e psicologi esperti. La Sas è stata istituita da pochi mesi nell’ambito della Direzione anticrimine centrale di Roma per indagare proprio sui reati legati al fenomeno delle sette e dei gruppi esoterico-religiosi. L’associazione Tutor, intanto, ha messo a disposizione dei cittadini il Centro d’Ascolto per inviare segnalazioni, anche in forma riservata, attraverso il sito internet o al numero 3404055019. Secondo la psicologa Giusi Esposito “questo momento di crisi sociale e culturale determina insicurezza e fragilità nella popolazione, specialmente nei giovani. Probabilmente per un vissuto emotivo di bassa autostima e senso d’inferiorità, alimentato da difficoltà oggettive di collocazione sia personale che professionale nella società, è facilitato l’avvicinamento a gruppi settari e leader carismatici che promettono felicità e benessere, o in cui ci s’illude di trovare sostegno”.