Il conduttore della trasmissione, Andrea Vianello

Sette: ne ha parlato Mi Manda Rai Tre

Roma – 28 Aprile 2006

Nella puntata di “Mi Manda RaiTre” del 27 Aprile si è parlato di sette e di plagio mentale, trattando il recente caso di Roberto Busceti, già rinviato a giudizio per circonvenzione di incapace.
Nel 1983 Busceti aveva istituito la “Libera facoltà di scienze antiche per lo studio dell’esoterismo, dell’astrologia e dell’occultismo” di cui lui stesso era preside e docente unico. In studio erano presenti Adriana Merlini e Armando Nova, genitori di un giovane milanese che dopo essere entrato nel gruppo del ''maestro'' Busceti aveva modificato le abitudini di vita e si era allontanato dalla famiglia di origine. A quanto pare, il giovane irretito avrebbe consegnato al Maestro tutti i suoi risparmi. Accuse simili sono state rappresentate dai parenti di una ragazza che dopo aver frequentato i corsi di Busceti si era allontanata dalla famiglia e faceva continue donazioni alla scuola. Negli studi della Rai era presente anche il colonnello della Guardia di Finanza di Milano che ha condotto le indagini, dalle quali è emerso che la ragazza avrebbe consegnato all’uomo circa duecentomila euro. Nel corso della trasmissione c'è stato l'intervento telefonico di una persona che ha affermato di aver frequentato l'Accademia di Busceti, ed ha confermato che si esercitava un condizionamento psicologico specialmente su persone deboli o in stato di difficoltà. In collegamento diretto dagli studi Rai di Milano è intervenuto anche Roberto Busceti, affiancato dal suo legale difensore, il quale ha respinto tutte le accuse sostenendo che gli iscritti ai corsi della sua scuola aderiscono liberamente. In conclusione, il professor Ugo Ruffolo, esperto giuridico, ha parlato della cancellazione del reato di plagio dal Codice Penale, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale nel 1981. Ruffolo ha poi spiegato che in mancanza di questo articolo alcuni giudici sono orientati verso l'applicazione dell'articolo 600, ''Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù'', interpretando tale condizione come una schiavitù di tipo psicologico. Una interpretazione piuttosto forzata, che mette in evidenza l'inadeguatezza del Codice Penale per contrastare e punire il reato di manipolazione mentale.

Link ricevuto il 18 Dicembre 2006 da roberto.busceti@libero.it : http://digilander.libero.it/LauramCs/Facolta'/scienzeantiche.htm

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